Va bene la birra invecchiata, ma 220 anni non vi sembrano troppi? La storia è questa: un team di ricercatori che esplorava il relitto di un mercantile affondato nel 1797, la Sidney Cove, ha recuperato dalla stiva due bottiglie che contenevano lieviti ancora attivi utilizzando un metodo di preparazione risalente al XVIII secolo. I ricercatori hanno prodotto un lotto di birra che, hanno poi chiamato Conservation Ale.

L’hanno anche bevuta e l’hanno trovata «leggera e fresca». È stato David Thurrowgood, ricercatore e chimico di formazione, a sospettare che i lieviti potessero essere ancora attivi ed a dare inizio alla produzione. I lieviti appartenenti al genere Saccharomyces sono largamente utilizzati anche oggi, Il più noto è il Saccharomyces cerevisiae, conosciuto anche come lievito di birra. Il genere Brettanomyces è invece noto per le sue fermentazioni poco prevedibili, ma era quello più usato ne XVII secolo per la produzione di birra. Quelli recuperati, infatti, contengono sequenze genetiche differenti da qualsiasi ceppo moderno ridando così vita ad una birra “vecchia” di 200 anni.

Federico Maria Liperini, Sales Capabilities Manager